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La costituzione del pianeta Terra ricorda moltissimo quello di una cipolla. Allo stesso modo esistono diversi strati che si compenetrano partendo da nucleo caldissimo fino alla crosta fredda e ricca di fenomeni vitali.

Durante il lento raffreddamento del pianeta i vari elementi che lo costituivano hanno viaggiato lentamente raggiungendo punti ben precisi nella massa della sfera. Gli elementi più pesanti sono migrati verso il nucleo, quelli più leggeri invece sono rimasti in superficie.

La crosta terrestre è formata da una mescolanza disomogenea dei 92 elementi naturali conosciuti, con una buona abbondanza di silicio, alluminio e calcio. Mano a mano che si procede verso l'interno la temperatura della terra aumenta di circa 30 gradi ogni chilometro. Ciò lascia subito intuire che a poche decine di chilometri la temperatura della roccia sia sufficientemente elevata da raggiungere quella di fusione. Infatti già a 30 Km. di profondità si raggiungono i 900°, temperatura alla quale la roccia fonde raggiungendo la tipica consistenza di una pasta catramosa. La temperatura del nucleo, si presume raggiunga da 2200 a 4400° centigradi. Oltre alla temperatura, nel nucleo terrestre, vi sono pressioni elevatissime: un centimetro cubo di materia posto al centro della terra deve sopportare su ognuna delle sei facce un carico di ben 18.000 tonnellate di pressione.

Tra il nucleo caldissimo e solido a causa delle elevatissime pressioni cui è sottoposto, e la crosta relativamente fredda, vi sono più strati di materia formata da elementi diversi e caratterizzati da diversi comportamenti.

Immediatamente sopra il nucleo è posto il nucleo esterno, più freddo e presumibilmente di consistenza meno densa. Entrambi i nuclei pare siano costituiti da nichel e ferro, e la migrazione di questi elementi sembra sia la causa dei fenomeno del magnetismo polare del pianeta. Altre teorie interessanti, suggeriscono l'idea che il nucleo sia formato anche da metalli radioattivi in decadimento. Ciò potrebbe spiegare perché la Terra sia ancora così calda al suo interno diversamente da altri pianeti del sistema solare che sembrano più freddi come Marte, sul quale la assoluta mancanza di fenomeni di vulcanismo sembra suggerire una temperatura interna molto più bassa.

Sopra il nucleo esterno, è posto uno strato detto mantello, costituito prevalentemente da rocce fuse con prevalenza di silicio, manganese e alluminio. Sopra al mantello si trova l'astenosfera, la cui temperatura si dovrebbe aggirare intorno ai 1000° e la sua costituzione quella di materiale roccioso fluido. L'astenosfera è sede di fenomeni convettivi (correnti calde di materiale fluido) grazie ai quali si rendono possibili tutti gli spostamenti delle placche che costituiscono la crosta terrestre.

Quest'ultima è la parte più sottile del pianeta, Il suo spessore varia da 30 a 100 km. Il comportamento della crosta terrestre è stato oggetto di dibattiti e studi intensissimi, e solo poche decine di anni fa il mistero è stato parzialmente svelato grazie alla teoria della Tettonica delle Placche, la quale prevede, a grandi linee, che la crosta sia paragonabile a uno strato di ghiaccio posto sopra la superficie di un lago che si comporta allo stesso modo. Analogamente al modo con cui il ghiaccio si rompe e si muove a primavera sulla superficie del lago, grandi zolle di crosta terrestre si muovono e interagiscono tra loro allontanandosi e scontrandosi, provocando ulteriori nuovi fenomeni.

Fig. 14 – Le placche

La crosta terrestre è suddivisa in grandi placche o zolle che si comportano come strutture uniformi e relativamente solide, che “galleggiano” su una superficie più fluida. I loro movimenti originano le catene montuose e le altre grandi formazioni geologiche come le fosse oceaniche, infine i teremoti.

Immagine tratta da:

Quark – Hachette Rusconi

 

 

 

 

 

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