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L'attuale posizione delle terre emerse non è la stessa di parecchi milioni di anni fa. A scoprire per primo il possibile spostamento dei continenti è stato uno studioso, il quale ha strutturato la teoria cui ha dato il proprio nome: teoria di Wegener. Le prove sulle quali lo scienziato si è basato per avanzare le sue ipotesi sono basate sulla conformazione dei continenti attuali: confrontandone le forme è possibile presupporne l'unione, ma soprattutto su prove paleontologiche, ovvero lo studio delle tracce fossili di vita animale e vegetale presente sui vari continenti.

 

Fig. 15 – Fossile di Murex

 

Un campione fossile di murex del periodo cenozoico.

Provenienza: Francia

 

Immagine e collezione dell'autore.

 

 

 

L'evoluzione ha dimostrato che mano a mano che barriere biologiche si frapponevano tra territori precedentemente in stretto contatto, le varie specie esistenti si modificano strutturandosi molto diversamente nonostante l'origine comune. Questo fenomeno, che in sostanza produce costantemente nuovi e diversi gruppi di esseri viventi sia animali che vegetali, ha conseguito il nome di “speciazione”. Lo studio del fenomeno ha permesso di stabilire, ad esempio, che l'istmo di Panama, ha avuto una storia geologica molto complessa, subendo innalzamenti e abbassamenti che hanno portato le due Americhe a comunicare, ovvero a separarsi, consentendo solo in ben determinati periodi geologici, il passaggio di specie marine da un oceano all'altro. Analoghe ricerche basate sia sulla fauna che sulla flora, hanno fornito prove della presenza di specie affini su territori climaticamente analoghi, attualmente molto distanti e ben separati da barriere fisicamente intransitabili come l'oceano. Diversamente, altri territori con sistemi ecologici molto simili hanno dimostrato di non essere mai stati in contatto tra loro, proprio mediante l'analisi delle specie viventi autoctone.

Gli studi geologici successivi all'avvento della teoria di Wegener, hanno dapprima ammorbidito l'entusiasmo nei confronti di questa importante considerazione, ma studi più recenti sul paleomagnetismo, hanno fornito numerose prove a sostegno della teoria della deriva dei continenti, avvalorando la correttezza delle ipotesi di Wegener. Lo studio della memoria magnetica presente su rocce molto antiche, di origine vulcanica, ha permesso di ricalcolare la posizione dei poli magnetici, e di determinare il movimento di varie placche, riuscendo a ricostruire la loro posizione in ere geologiche molto distanti dall'attuale.

La teoria della tettonica globale o tettonica a zolle, prevede che le masse delle terre emerse abbiano avuto una storia molto complessa, ora avvicinandosi, ora allontanandosi modificando così l'aspetto generale dei continenti.

Fig. 16 a – La teoria di Wegener

La teoria di Wegener o deriva dei continenti mostra, in base a prove derivate principalmente dai fossili e dalla distribuzione delle specie viventi, quale dovrebbe essere stata la posizione dei continenti.

In questa finestra nel periodo Ordoviciano, circa 500 milioni di anni fa.

Immagine tratta da:

Il grande libro della Preistoria - Vallardi

 

Fig. 16 b – La teoria di Wegener

La posizione dei continenti durnate il periodo Triassico – 200 milioni di anni fa.

L'unico continente è chiamato pangea, l'oceano Tetide.

 

 

Fig. 16 c – La teoria di Wegener

La posizione dei continenti durante il periodo Eocene – 65 milioni di anni fa.

 

Le tracce sufficientemente indicative per la ricostruzione del posizionamento dei continenti raggiunge il periodo geologico denominato Ordoviciano (500 milioni di anni fa). Durante i successivi 300 milioni di anni, le terre emerse si sarebbero riunite in un unico continente chiamato Pangea, all'interno del quale si insinuava l'oceano che ha preso il nome di Tetide. Durante l'era geologica chiamata Eocene (65 milioni di anni fa), i continenti cominciarono a presentare una dislocazione più simile all'attuale. Durante il periodo eocenico, l'oceano Atlantico era ancora piuttosto ristretto, l'India era staccata dall'Asia e l'Australia era collegata all'Antartide.

 

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